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Minimalismo materico, texture che richiamano la natura, metalli spazzolati, dettagli neri e tonalità calde: il 2025 ha confermato che l’interior design non è più solo una questione estetica, ma un linguaggio di emozioni e identità. Abbiamo visto affermarsi finiture capaci di evocare atmosfere, dare profondità agli spazi, modulare la luce naturale. Ma quanto di tutto ciò era prevedibile?
I lettori più affezionati del nostro magazine Minuta Profili ricorderanno che, a inizio anno, avevamo pubblicato un articolo dedicato proprio alle previsioni sulle finiture di tendenza per il 2025. Un’analisi frutto dell’osservazione dei trend internazionali in architettura e design, arricchita dalla nostra esperienza quotidiana nel mondo delle finiture.
Se invece siete nuovi lettori, appassionati di design d’interni e dettagli architettonici, potete recuperare l’articolo di gennaio qui, per confrontarlo con ciò che leggerete nelle prossime righe.
Cosa avevamo previsto (e cosa si è davvero affermato)
A inizio 2025 avevamo scommesso sull’ascesa di finiture metalliche non lucide, come l’acciaio spazzolato e l’ottone opaco, sulla raffinatezza delle tinte sabbia e su una generale tendenza verso il tono su tono. E i dati confermano che queste previsioni si sono in gran parte concretizzate. I profili in acciaio inox AISI 304 spazzolato, in finiture oro, rosa e titanio, hanno riscosso un interesse costante per tutto l’anno, soprattutto nei progetti residenziali di fascia alta.
Le finiture sabbia, invece, hanno avuto un successo più mirato. Si sono affermate nei contesti che prediligono un’estetica naturale e calda, spesso abbinate a piastrelle effetto pietra o legno. Ma non sono esplose quanto immaginavamo: la richiesta è rimasta forte ma selettiva, come se il mercato le avesse accolte con entusiasmo, ma senza renderle mainstream.
Un altro elemento che avevamo anticipato era la crescente attenzione per l’integrazione tra profili e luce naturale. Questo si è rivelato assolutamente centrale. I progetti che puntano sull’invisibilità elegante dei dettagli, come i profili terminali slim o i paraspigoli minimal, sono aumentati, e il concetto di “lusso invisibile” è entrato nel vocabolario di molti interior designer.

Le sorprese del 2025 e ciò che non è esploso
Tra le tendenze che non avevamo previsto con forza, spicca il ritorno deciso del nero opaco anche in ambienti meno industriali. Se inizialmente pensavamo fosse una tendenza in fase calante, la realtà ci ha smentiti: i profili neri sono stati scelti per creare contrasti marcati anche in ambienti caldi e naturali.
Al contrario, alcune tendenze che ci aspettavamo più forti non si sono affermate come previsto. L’ottone lucido, ad esempio, ha avuto un impatto limitato, spesso scartato a favore di finiture più sobrie. E le colorazioni pastello, che si pensava potessero emergere in contesti contemporanei, sono rimaste ai margini, a favore di palette più neutre e terrose.
In sintesi, il 2025 ha premiato l’equilibrio: i progetti che hanno scelto profili coerenti con l’identità dello spazio, che non inseguono mode ma dialogano con i materiali, sono quelli che hanno lasciato il segno. Le finiture non sono state protagoniste “urlate”, ma dettagli silenziosi che costruiscono valore nel tempo.